martedì 23 giugno 2015

Recensione: Contro Natura

"Ma la natura non è né benigna né maligna. La natura c'è, con tutto il suo bagaglio che si porta appresso, fatto di eventi straordinari, incroci apparentemente impossibili, mutazioni che danno vita a nuove specie e geni che saltano da un organismo all'altro.
L'intervento umano, che sia di semplice selezione, che sia invece volto a produrre mutazioni o che, ancora, consista nel prendere geni e spostarli artificialmente non si discosta poi molto da quello che avviene regolarmente in natura. Non stiamo cercando di dimostrare che questi prodotti siano innocui a prescindere, ma ci piacerebbe che venisse concesso loro il beneficio del dubbio, e che non fossero considerati colpevoli senza un regolare processo."
Basterebbero anche solo queste frasi per far venire voglia di leggere il libro di Dario Bressanini e Beatrice Mautino, "Contro Natura", edito da Rizzoli e uscito da pochissimo in libreria.
Argomento centrale sono i tanto discussi OGM ma, in generale, gli autori puntano anche a sfatare i troppi luoghi comuni e i falsi allarmi che circolano da tempo sul cibo che portiamo in tavola.

Tanto per dirne qualcuno: lo sapete che l'84% dei mangimi usati negli allevamenti italiani sono fatti con soia e mais OGM? Che il colore naturale delle carote è il viola scuro, mentre le carote arancioni, che tutti conosciamo, si sono avute grazie alla mutazione genetica? Che gli OGM non sono prodotti solo dalle grandi multinazionali ma anche all'interno della ricerca pubblica? Che il glutine non è il nuovo veleno moderno e l'intolleranza ad esso è più una psicosi che una malattia scientificamente provata o che il riso nero Venere, che piace tanto agli amanti del bio, non ha niente di "naturale" ma fu creato da un genetista cinese nel 1997?
Stupiti, eh? E siamo solo all'inizio.
In uno dei tanti esempi citati, si ricorda Beppe Grillo che, quando - bei tempi! - faceva solo il comico, una sera portò in scena un pomodoro e un merluzzo dicendo: "Hanno preso un pomodoro, l'hanno incrociato con un merluzzo del Mare del Nord.. e resiste al freddo!". Ecco, questa è la visione che la maggior parte delle persone ha degli OGM. Se chiedete cos'è un OGM, come a volte fa uno degli autori all'inizio delle sue conferenze, avrete tantissime risposte, tutte diverse, ma quasi tutte sbagliate. E questo perché - e lo ignoravo - non esiste un modo univoco per classificare le piante in OGM e non-OGM. L'unica cosa che esiste e che fa un po' da spartiacque è la "Direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati" che li classifica in base al modo in cui sono prodotti e non in base alle loro caratteristiche, facendo sì, però, che prodotti con caratteristiche simili siano trattati in maniera diversa: un vero caos.
Ho scoperto ancora, con molto interesse visto il dibattito che spesso si scatena intorno alla pericolosità degli OGM, che già ben due anni prima della Conferenza di Asilomar (1975), i biotecnologi, che iniziavano a manipolare il DNA, avevano aderito a una moratoria volontaria, interrompendo gli esperimenti, in attesa di chiarire eventuali rischi connessi con le loro attività. E che la conferenza di Asilomar restò una pietra miliare nel rapporto tra società civile e biotecnologi perché, optando questi ultimi per un approccio molto prudente, dimostrarono di avere a cuore le possibili ricadute ambientali e sanitarie dei loro esperimenti. Insomma, non erano quarant'anni fa - e non sono tuttora - dei moderni dottor Frankenstein senza scrupoli, come qualcuno li vuole dipingere a tutti i costi, ma persone serie e coscienziose.
E ancora tante storie si susseguono nei vari capitoli, tutte curiose e tutte interessanti, sicuramente poco conosciute per i non addetti ai lavori: quella della mela OGM italiana, pubblica e sostenibile, l'indagine sul riso (non è tutto Carnaroli quello che mangiamo, anzi), la telenovela dei grani, la saga dei girasoli mutanti.
Ammetto che io tutte queste cose le ignoravo bellamente: da nessuna parte ne avevo sentito parlare e sicuramente nessuno le aveva spiegate in maniera così chiara.
La particolarità di questo libro, oltre al grandissimo studio che deve esserci stato dietro e che si intuisce dalla completezza delle informazioni, delle interviste e dei riferimenti bibliografici, è l'intero stravolgimento del frame.
Se percepiamo gli OGM come qualcosa di estraneo e pericoloso, l'errore, probabilmente, è stato fatto a monte ed è stato soprattutto un errore di comunicazione da parte delle grandi multinazionali: hanno presentato gli OGM come se avessero una storia speciale e, in questo modo, ne ha segnato la loro condanna pubblica. "Renderli speciali, magnificandone le proprietà, li ha fatti diventare gli X-Men dell'agricoltura: dotati di grandi poteri, ma da guardare con paura perché invincibili e, quindi, incontrollabili".
Invece, gli autori operano un ribaltamento totale del punto di vista: "gli OGM sono una storia normale, una storia come tante nel grande libro dell'agricoltura", uno dei tanti strumenti a disposizione che a volte non è nemmeno necessario usare ma che, quando serve, sarebbe da sciocchi lasciare in un angolo.
Tornando a un dibattito che abbiamo avuto recentemente su Facebook, quello di Bressanini e della Mautino è un modo di fare divulgazione scientifica che apprezzo particolarmente: ricerche serie e dati puntuali per fornire a chiunque gli strumenti necessari per formarsi un'opinione (e anche per rovesciare un preconcetto, perché no?), senza però forzare il lettore verso una posizione o un'altra. In particolare, in "Contro Natura", mi è piaciuta molto l'onestà di chi, personalmente, non ha gran simpatia per le multinazionali e non ne fa mistero, ma non per questo ha avuto remore a porre anche questioni che invece sembrano andare a favore di queste ultime, specie della Monsanto. È proprio questo atteggiamento che mi ha sempre fatto ritenere Bressanini e la Mautino dei divulgatori credibili e affidabili.