mercoledì 10 giugno 2015

Una corsa contro il tempo: i sottotitoli in italiano di "An Honest Liar"



Da pochi giorni è uscito su Vimeo, Google Play e iTunes il film-documentario "An Honest Liar", che racconta la vita straordinaria di James Randi e la sua personale crociata contro gli ingannatori di professione. Per ora è solo in inglese, ma niente paura: i sottotitoli sono disponibili in varie lingue, tra le quali anche l'italiano. 
Chi li ha realizzati e come?
Per saperlo, riavvolgiamo un attimo il nastro.
Ore 07:47 di giovedì 21 maggio: Massimo Polidoro pubblica un post sull'ormai famoso gruppo della Squadra di lancio su Facebook. Ha ricevuto una richiesta d'aiuto da parte di Justin Weinstein, il regista del film, il quale avrebbe bisogno dei sottotitoli in italiano per il lunedì successivo. Propone di reclutare un piccolo gruppo, che abbia familiarità sia con l'inglese che con i temi trattati, in modo che ogni persona si trovi a tradurre pochi minuti di film per ciascuna.
Detto fatto. La mia disponibilità l'aveva già incamerata qualche minuto prima di pubblicare il post, in privato, ma anche la risposta degli altri non tarda ad arrivare.
Nel giro di poche ore, sono già stati selezionati i volontari e siamo pronti; nel primo pomeriggio arriva una mail con oggetto: "Film di Randi: partiamo con la traduzione". È il via ufficiale.
Come si fa a tradurre dei sottotitoli? Io non ne sapevo nulla e credo neppure gli altri. Avevamo a disposizione due files: il primo era un excel con tutto lo script del film da usare come riferimento per calcolare la lunghezza delle frasi italiane che saremmo andati a sostituire a quelle inglesi in un altro file, di testo stavolta, che conteneva i punti esatti in cui ogni frase andava inserita e che il programma di editing riconosce e mette automaticamente nel film al posto giusto. In pratica, si traduceva la frase, si verificava nel file excel che non superasse i 42 caratteri - limite massimo - e poi si copiava nel file di testo, cancellando la vecchia in inglese, ma rispettando le spaziature e la divisione per minuti e secondi. 
Il gruppo è abbastanza nutrito: visto che il film dura circa un'ora e mezza in tutto, ogni persona si è vista assegnare cinque minuti da tradurre. Effettuata entro sera la divisione dei minuti tramite un altro excel, preparato e condiviso da me su google drive mentre cucinavo, e dopo aver mandato una mail riepilogativa con tutte le FAQ che erano venute fuori nella discussione del pomeriggio, ci siamo messi a lavoro. Termine ultimo della consegna delle traduzioni era il sabato mattina: compito non facile, non tanto per l'inglese, ma perché bisognava tenersi entro il limite massimo di caratteri. Inoltre, nessuno aveva visto il film ed, essendo un documentario, a volte non si riusciva proprio a capire il filo del discorso: troppe voci e discorsi che si accavallavano. Comunque sia, dopo aver passato un paio di giorni a rispondere a un centinaio di email, entro sabato pomeriggio tutti hanno consegnato i loro cinque minuti tradotti; a questo punto, come secondo step, ho passato il sabato sera - e notte - a rimettere insieme i file, a trovare refusi e cercare di dare un'omogeneità al tutto. Qualche frase buffa è uscita, ma in generale le traduzioni sono state di un buon livello.
Domenica mattina, Massimo si è trovato su dropbox tanti file tradotti, per un'ultima e necessaria revisione globale (anche perché lui era l'unico di noi ad aver visto il film) e per essere poi riuniti insieme in un unico file di testo. Pure quello è bel lavorone: buon weekend anche a te!
Lunedì mattina, al suo pacifico risveglio negli Stati Uniti, Justin Weinstein ha aperto la posta elettronica e c'erano già i sottotitoli in italiano che lo aspettavano, pronti per essere pubblicati.
Siamo stati bravi? Sì. È stata davvero una corsa contro il tempo: non era impossibile, ma non era nemmeno facile coordinarsi e fare tutto con tempi così stringenti. Però ci siamo divertiti, almeno io. Il regista ha promesso a Massimo un "regalo speciale" per chi ha collaborato: stiamo a vedere, ma già la soddisfazione di essere riusciti in questa piccola impresa è una bella ricompensa.
Ecco - in rigoroso ordine alfabetico - la mini squadra, già ringraziata da Massimo Polidoro nel suo post di ieri e che ringrazio anche io:

Alessandro Bemporad, 
Matteo Borrini, 
Domenico Buono, 
Sonia Calamiello, 
Annalisa Caminarecci, 
Roberto Camisana, 
Azzurra Capuano, 
Nicolas D’Amore, 
Alessandro Falcone, 
Irene Goia, 
Ennio Legrottaglie, 
Chiara Pasquini, 
Neva Rosso e Konstantin Tsiokanowsky
Flavio Sartoretto, 
Chiara Segre, 
Rosita Sormani, 
Muria Tiberi e 
Chiara Venturini. 

PS. Ho visto l'altra sera"An Honest Liar" su Vimeo e abbiamo fatto proprio un ottimo lavoro!