lunedì 5 giugno 2017

Mercurio Loi

Dopo aver parlato di "The Professor", oggi continuo con i fumetti a tema sherlockiano e vi presento "Mercurio Loi", Bonelli Editore, del quale è uscito da pochissimo in edicola il primo numero. In realtà, mi dicono dalla regia che non è esattamente un esordio, visto che il protagonista si era già visto sul numero 28 della collana antologica "Le Storie", ma io me lo sono persa. 
Torno quindi a parlare dell'albo n.1 che ho tra le mani: solito formato bonelliano, 94 pagine a colori, profumo inconfondibile ed ecco che il personaggio creato dalla fantasia di Alessandro Bilotta entra in scena.
E se Sherlock Holmes vivesse a Roma?, si chiede Davide Bonelli nella sua introduzione all'albo. Eh, probabilmente avrebbe le fattezze di questo gentiluomo che si aggira nella Roma papalina dei primi decenni dell'Ottocento. 
Eccentrico professore di storia all'Università e investigatore per diletto, Mercurio Loi si lascia guidare dalla sua natura di flâneur ante litteram, cogliendo mano a mano le suggestioni e i misteri che gli offre la città.
"Lasciati andare alla distrazione di una passeggiata senza scopo... ma presta anche attenzione a ciò che ti riserva il caso" avrà a dire al suo aiutante Ottone, giovane cupo e tormentato, in odore di carboneria, molto diverso dal caro e fidato dottor Watson che ben conosciamo. 
Dalla parte opposta, il nemico è Tarcisio, ex collaboratore, tanto intelligente e spietato da non farci rimpiangere Moriarty, e che in questa prima storia arriva a farsi imprigionare pur di riuscire a mettere in atto il suo piano criminale (ma non vi ricorda per caso la puntata di Sherlock BBC nella quale Moriarty si fa arrestare nella Torre di Londra?).
Le somiglianze, o meglio i rimandi, al mondo holmesiano finiscono qui. Mercurio Loi ha un carattere abbastanza diverso dal nostro amato investigatore londinese, anche se non è secondo per acume e capacità deduttiva. Avremo tempo per scoprire le sue sfaccettature; per ora, non ho capito se mi sta simpatico o meno, ma di certo è un personaggio che incuriosisce.

Inoltre, il binomio investigatore - Roma di inizio Ottocento non può non far pensare alla trilogia romana, che ho tanto amato, di Enrico Solito, ambientata proprio in quell'epoca, coi romanzi "All'ombra del Pino" e "Nero Porpora" (il terzo volume deve ancora essere pubblicato).

Infine, ultima cosa ma non meno importante, ho apprezzato tantissimo le citazioni in latino: finalmente i miei 5 anni di liceo hanno acquistato un senso, riesco ancora a tradurre al volo dopo 16 anni!
Seguirò quindi con interesse lo svilupparsi di questo fumetto, che si pone l'ambizioso obiettivo di dedicarsi al tema del giallo storico ambientato in Italia, tenendo però i piedi ben piantati per terra. 
Dice infatti Bilotta in questa intervista:
"Soprannaturale e fantastico saranno due elementi totalmente assenti dalla serie. Ci sarà però un po’ di surreale, quello sì, dato che ciò che racconto è un mondo di pazzi, così com’era davvero quell’epoca."

Staremo a vedere.